venerdì 8 febbraio 2013

Amore e Psiche: amare per credere?

Ho trovato questo libro a Torino in una libreria vicino alla stazione Porta Nuova ... costo 5 euro, fattura e rilegatura molto bella! Si tratta di Amore e Psiche di Apuleio

Premesse
Come ho già scritto in questo mio post (Apuleio, Boezio e Cassiodoro), Apuleio è una personalità molto interessante con una cifra stilistica caratterizzata dalla curiositas. Questo lo si vede ad esempio nel suo testo più noto, Le metamorfosi ovvero L’asino d’oro

Si tratta di un’opera di notevole ampiezza, dove si narrano le avventure di Lucio, un giovane scholasticus bramoso di conoscere e sperimentare i segreti dell’arte magica che, in seguito a un incantesimo sbagliato, si trasforma in asino. Imprigionato nel corpo animalesco attraversa ogni sorta di peripezie e di travagli, finché il benigno intervento di una divinità, l’egizia Iside, non lo restituisce alla forma umana; riconoscente egli si consacra per sempre al culto della dea. Nel corso della vicenda principale si inseriscono numerose storie secondarie, secondo la tecnica del racconto ad incastro.

Il motivo della metamorfosi animalesca risale alle più remote tradizioni orali e preletterarie delle civiltà antiche, diramandosi tanto nel patrimonio favolistico-popolare quanto nella produzione letteraria colta, da Omero (l’episodio di Circe nell’Odissea) alla poesia ellenistica delle Metamorfosi di Ovidio per comparire anche in una novella magico-folclorica del Satyricon di Petronio.

Amore e Psiche
All'interno del gioco narrativo degli incastri si "innesta" la storia di Amore e Psiche (IV libro) che, come il Somnium Scipionis (qui) per il De Repubblica, potrebbe essere considerata un testo autonomo. 

Restano tuttora avvolte nel mistero le origini del mito di Amore e Psiche, ma il suo posizionamento centrale suggerisce al lettore che, probabilmente, si tratta di un testo chiave per l'intera opera. 

Si provi a pensare a un parallelismo tra le vicende di Lucio e quelle di Psiche: anche Lucio, come Psiche, è stato sedotto dalla curiositas e dovrà affrontare un faticoso pellegrinaggio, ma Iside lo libererà come Amore libera Psiche. Anch'egli dovrà scendere nell'Ade, e il frutto della sua mistica unione con Iside sarà l’inexplicabilis voluptas. Voluptas è la figlia di Psiche e di Amore, un piacere che non è possibile svelare.

La storia
Psiche è una bellissima fanciulla che non riesce a trovare marito. E' talmente bella che tutti la chiamano Venere. Naturalmente questa diventa gelosa e manda suo figlio Eros per farla innamorare dell'uomo più brutto e avaro. 

Succede, però, che è proprio Eros a innamorarsi di lei e, per nasconderla a sua madre, la conduce al suo palazzo incontrandosi rigorosamente di notte e al buio. Una notte, su suggerimento delle sorelle, Psiche decide di voler vedere il suo amato: situazione drammatica sorge perché Psiche ustiona Eros con la lampada gocciolante d'olio. Eros fugge e Psiche rimane sola e straziata dal dolore

Decide di consegnarsi a Venere e questa la sottopone a diverse prove (suddividere granaglie, raccogliere la lana d'oro e, dopo, dell'acqua da una sorgente), l'ultima delle quali è la più difficile: discendere negli Inferi e chiedere alla dea Proserpina un po' della sua bellezza. 

Riesce nel tentativo di raccogliere in un'ampolla la bellezza di Proserpina, ma lungo la strada del ritorno, mossa dalla curiositas, Psiche la apre. Non vi trova la bellezza, ma un sonno profondo dal quale verrà salvata proprio da Eros.

Sarà, infine, Giove ad aiutare il ricongiungimento di Psiche ed Eros. Dal loro unione, come già detto, nasce la voluptas. 

Passaggi 
Riporto qui di seguito l’incipit e un passo tratto dalla novella di Psiche (la sua trasformazione)

At ego tibi sermone isto Milesio varias fabulas conseram auresque tuas benivolas lepido susurro permulceam -- modo si papyrum Aegyptiam argutia Nilotici calami inscriptam non spreveris inspicere --, figuras fortunasque hominum in alias imagines conversas et in se rursus mutuo nexu refectas ut mireris. Exordior. "Quis ille?" Paucis accipe. Hymettos Attica et Isthmos Ephyrea et Taenaros Spartiatica, glebae felices aeternum libris felicioribus conditae, mea vetus prosapia est; ibi linguam Atthidem primis pueritiae stipendiis merui. Mox in urbe Latia advena studiorum Quiritium indigenam sermonem aerumnabili labore nullo magistro praeeunte aggressus excolui. En ecce praefamur veniam, siquid exotici ac forensis sermonis rudis locutor offendero. Iam haec equidem ipsa vocis immutatio desultoriae scientiae stilo quem accessimus respondet. Fabulam Graecanicam incipimus. Lector intende: laetaberis.” (I, 1)

[Eccomi a raccontarti, o lettore, storie d'ogni genere, sul tipo di quelle milesie e a stuzzicarti le orecchie con ammiccanti parole, solo che tu vorrai posare lo sguardo su queste pagine scritte con un'arguzia tutta alessandrina. E avrai di che sbalordire sentendomi dire di uomini che han preso altre fogge e mutato l'essere loro e poi son ritornati di nuovo come erano prima. Dunque, comincio. Certo che tu ti chiederai io chi sia; ebbene te lo dirò in due parole: le regioni dell'Imetto, nell'Attica, l'Istmo di Corinto e il promontorio del Tenaro nei pressi di Sparta sono terre fortunate celebrate in opere più fortunate ancora. Di lì, anticamente, discese la mia famiglia; lì, da fanciullo, appresi i primi rudimenti della lingua attica, poi, emigrato nella città del Lazio, io che ero del tutto digiuno della parlata locale, dovetti impararla senza l'aiuto di alcun maestro, con incredibile fatica. Perciò devi scusarmi se da rozzo parlatore qual sono, mi sfuggirà qualche barbarismo o qualche espressione triviale. Del resto questa varietà del mio linguaggio ben si adatta alle storie bizzarre che ho deciso di raccontarti. Incomincio con una storiella alla greca. Stammi a sentire, lettore, ti divertirai.]

Tali verborum incendio flammata viscera sororis prorsus ardentis deserentes ipsae protinus tanti mali confinium sibi etiam eximie metuentes flatus alitis impulsu solito porrectae super scopulum ilico pernici se fuga proripiunt statimque conscensis navibus abeunt.
At Psyche relicta sola, nisi quod infestis Furiis agitata sola non est aestu pelagi simile maerendo fluctuat, et quamvis statuto consilio et obstinato animo iam tamen facinori manus admovens adhuc incerta consilii titubat multisque calamitatis suae distrahitur affectibus. Festinat differt, audet trepidat, diffidit irascitur et, quod est ultimum, in eodem corpore odit bestiam, diligit maritum. Vespera tamen iam noctem trahente praecipiti festinatione nefarii sceleris instruit apparatum. Nox aderat et maritus aderat primisque Veneris proeliis velitatus in altum soporem descenderat.” (v, 21)

[Con queste parole di fuoco infiammarono l'animo della sorella che gli divampava, poi la lasciarono in asso temendo esse stesse di restare più oltre sul luogo di tanto misfatto e fattesi portare in alto fino alla rupe dal solito soffio di vento, via di gran corsa fino alle navi per poi fuggire lontano. Ma Psiche, rimasta sola, anche se sola non era perché tormentata da Furie ostili, si sentiva turbata e sconvolta come un mare in tempesta e benché risoluta e ferma nel suo proposito, benché già sul punto di consumare il misfatto, provava una certa esitazione e nella sua sventura era combattuta da sentimenti diversi. Ora voleva affrettarsi, ora differiva l'azione, voleva osare e aveva paura, disperava e a un tempo ardeva dalla collera, insomma odiava la bestia e amava il marito che erano un essere solo. Tuttavia mentre scendevano le prime ombre della sera, trepidante e in gran fretta ella dispose ogni cosa per il delitto. Venne la notte e giunse anche lo sposo che, dopo essersi un po' cimentato in qualche schermaglia amorosa, cadde in un sonno profondo]

Perché mi piace questa storia
Mi piace il modo di approcciarsi di Apuleio e mi piace il gioco narrativo che è riuscito a strutturare per questo testo. In Lucio ritroviamo l'autore e probabilmente anche il lettore.

Inoltre, mi piace perché può essere considerata sia una fiaba, sia un mito.
Come fiaba, intrattiene il lettore attraverso le peripezie dei personaggi e delle divinità; come mito, ha una sua funzione educatrice in quanto, in un certo senso, sia Lucio sia Psiche espiano le loro colpe attraverso una conversione "religiosa" o, comunque, un credo.

Dopotutto, non si crede anche in Amore?

APULEIO
Amore e Psiche
Fògola (La Torre d'Avorio)
1990
(38.000 lire, pagato 5,00 euro - un testo, dal punto di vista tipografico ed editoriale, perfetto)

Oggi, si va a teatro!

Quante volte avete letto un certo testo solo perché questo era classificato come "quello più noto", "quello più pubblicizzato" oppure "uno dei capolavori" di un certo autore?

Ecco, a me è capitato con Riccardo III. Insomma, di Shakespeare ho letto le maggiori tragedie e commedie, ma ho sempre lasciato in secondo piano il Riccardo III perché pensavo che ormai avevo letto le cose più importanti dell'autore inglese ... e, invece, no!!! Mi sbagliavo enormemente. 

Vi propongo, dunque, l'incipit al dramma The Life and Death of King Richard III, l'ultima delle quattro opere teatrali cominciata con l'Enrico VI - parte 1, parte 2 e parte 3

Now is the winter of our discontent
Made glorious summer by this sun of York;
And all the clouds that lour'd upon our house
In the deep bosom of the ocean buried.

(Ormai l'inverno del nostro rovello/ s'è tramutato in fulgida estate sotto questo sole di York;/ e tutte le nuvole che gravavano minacciose sulla nostra casa/ sono state sepolte nel profondo grembo dell'oceano.)

E' un ottimo attacco. Pare anche profetico nell'uso della congiunzione temporale (now), poi ripetuta successivamente, e nella contrapposizione tra inverno ed estate
Nel testo inglese, a differenza di quello tradotto, si percepisce l'omofonia tra sun e son che porta con se un significato specifico. Edoardo IV, il nuovo re, era figlio di Richard, duca di York, uno dei rami della dinastia dei Plantageneti. Nella concezione elisabettiana dell'universo e della società, il sovrano corrispondeva al sole nel sistema planetario. 
Se ci fermiamo, a questo punto, l'impressione suggerita da questi versi è positiva e solare ... come se fosse ormai arrivata la quiete dopo la tempesta

Now are our brows bound with victorious wreaths;
Our bruised arms hung up for monuments;
Our stern alarums changed to merry meetings,
Our dreadful marches to delightful measures.

(Ora le nostre tempie s'inghirlandano delle fronde della vittoria/ le nostre armi ammaccate si appendono come trofei,/ alle veglie agiate subentrano ameni festini,/ alle marce massacranti, voluttuose cadenze di danza.)

Non c'è solo quiete nell'anima, ma tutto si è acquietato, incluse le battaglie e le guerre. E' tempo di merry meetings e di delightful measures.

Grim-visaged war hath smooth'd his wrinkled front;
And now, instead of mounting barded steeds
To fright the souls of fearful adversaries,
He capers nimbly in a lady's chamber
To the lascivious pleasing of a lute.

(La guerra dalle truci fattezze ha spianato la fronte rugosa/ ed ora, invece d'inforcare il destriero corazzato/ e d'atterrire il cuore di nemici sgomenti, volteggia agile nelle camere delle dame/ al ritmo lascivo d'un liuto.)

But I, that am not shaped for sportive tricks,
Nor made to court an amorous looking-glass;
I, that am rudely stamp'd, and want love's majesty
To strut before a wanton ambling nymph;
I, that am curtail'd of this fair proportion,
Cheated of feature by dissembling nature,
Deformed, unfinish'd, sent before my time
Into this breathing world, scarce half made up,
And that so lamely and unfashionable
That dogs bark at me as I halt by them;
Why, I, in this weak piping time of peace,
Have no delight to pass away the time,
Unless to spy my shadow in the sun
And descant on mine own deformity:
And therefore, since I cannot prove a lover,
To entertain these fair well-spoken days,
I am determined to prove a villain
And hate the idle pleasures of these days.

(Ma io, che non sono formato per i sollazzi d'amore, né tagliato per contemplarmi compiaciuto in uno specchio; io, che sono rozzamente foggiato e manco di fascino seducente,/ per pavoneggiarmi dinanzi a una sculettante ninfa; io che una perfida natura ha defraudato d'ogni armonia di tratti/ e d'ogni lineamento aggraziato, mandandomi anzitempo deforme e incompleto/ in questo mondo di vivi, solo per metà mezzo abbozzato/ e talmente claudicante e goffo/ che i cani mi abbaiano quando gli passo arraccando; ebbene, io in questa zufolante stagione di pace/ non conosco altro piacere, per ingannare il tempo,/ che sbirciare la mia ombra al sole/ e intonar variazioni sulla mia deformità:/ visto perciò che non posso fare il galante,/ ho deciso di fare il furfante/ e di odiare gli oziosi piaceri del giorno d'oggi)

E' la mia parte preferita. Riccardo III si presenta come un antieroe: lui (si noti la presa in carico della propria posizione con la ripetizione di "I") non è il solito principe elegante e cortese che si compiace in uno specchio, bensì è "I, that am rudely stamp'd, and want love's majesty". E' un uomo rozzamente foggiato, consapevole di questa sua caratteristica. Non può amare e l'unico modo per passare il tempo parrebbe essere quello di to spy my shadow in the sun

Ma ecco che proprio da questa consapevolezza nasce l'idea di poter e voler fare altro: to prove a villain.

Plots have I laid, inductions dangerous,
By drunken prophecies, libels and dreams,
To set my brother Clarence and the king
In deadly hate the one against the other:
And if King Edward be as true and just
As I am subtle, false and treacherous,
This day should Clarence closely be mew'd up,
About a prophecy, which says that 'G'
Of Edward's heirs the murderer shall be.
Dive, thoughts, down to my soul: here
Clarence comes.

(Ho tramato complotti d’ogni genere/ ho iniettato negli animi il veleno/ con profezie, calunnie, fantasie,/ per seminar mortale inimicizia/ tra mio fratello Clarenza ed il re;/ e se re Edoardo è uomo giusto e retto/ com’io son furbo, falso e traditore,/ proprio oggi Clarenza/ dovrebb’essere preso e imprigionato/ in virtù d’una certa profezia/ secondo cui gli eredi di Edoardo/ saranno assassinati da una “G”/ Tuttavia, pensieri, in fondo al mio cuore:/ ecco che viene Clarence)

L'iniziale G indica "George" il nome del Duca di Clarenza, fratello di Riccardo. 
Da questo punto in poi c'è qualcosa che stona rispetto all'attacco solare e pacifico: Riccardo III non è più tanto il nostro anti eroe, bensì un complottore e un omicida. Questo cambiamento, giustificato dal fatto che Shakespeare deve poetare la storia del malvagio Riccardo III, però continuerà a portare con se un aspetto della personalità del protagonista fino alla fine dei suoi giorni: la sua solitudine.

WILLIAM SHAKESPEARE
Riccardo III in Opere Scelte
Mondadori
2001
(acquistato a 1 euro)

giovedì 7 febbraio 2013

I libri e la scuola: andiamo oltre allo studio?

Stavo cercando un testo di Shakespeare (La Bisbetica Domata) nella mia libreria, quando mi imbatto in un testo francese molto sottile, Le professeur de distractions di Lorris Murail, regalo della mia professoressa di francese delle medie. E' stata veramente gentile; ricordo che diede un testo a me e ad altre due mie compagne della classe. Era come un premio per aver ottenuto dei buoni punteggi alla fine del ciclo della scuola media inferiore ... naturalmente in francese!

A questo punto, mi sorge una domanda: ma quali e quanti libri i miei nipoti leggono o ricevono a scuola? Ovvero in quale modalità i miei nipoti entrano in contatto con i libri grazie al canale della scuola?

Cerchiamo di elencare le diverse opzioni:
  1. naturalmente ci sono i libri comprati dai genitori e portati a scuola. Sono i libri di testo, spesso sussidiari o antologie che seguono un percorso didattico tale per cui si ottiene l'apprendimento di una tale regola e la sua applicazione. Naturalmente, tale apprendimento deve essere di natura razionale: ovvero deve essere compreso, per poi essere utilizzato in un successivo momento;
  2. accanto ai libri di testo, ci possono essere tutte quelle applicazioni (cd, link a siti web) che fanno da corollario interattivo del testo (elemento centrale della rete);
  3. i libri di lettura. Solitamente la professoressa di Italiano sceglie un libro di lettura da seguire e analizzare lungo il corso delle lezioni dell'anno scolastico e, accanto a questo, sceglie anche i libri di lettura per le vacanze estive. In entrambe i casi si tratta di libri preconfezionati dagli editori per essere didattici: contengono domande, esercizi, pagine di approfondimento. Possono essere o re-interpretazioni dei classici (re-interpretazioni = taglio e accorciamento del contenuto) oppure storie di natura educativa, a livello sociale, storico e culturale, scritte ad hoc per la scuola. Le prime sono opere di re-interpretazione, le secondo sono delle opere prime;
  4. i libri delle biblioteche. Ho scritto biblioteche al plurale per un motivo specifico: non c'è mai un'unica biblioteca, bensì ce ne sono tante. Partiamo dalla biblioteca più "esterna": la biblioteca comunale con il suo reparto dedicato ai giovani, ma anche con i reparti tematici consoni. Sarebbe una buona cosa che le biblioteche fossero munite di spazi ad hoc per la lettura da parte dei ragazzi e che, magari, ci potesse essere anche uno spazio ludico (la cui presenza non deve interrompere il silenzio del luogo). A seguire, c'è la biblioteca della scuola: ora, io non so voi, ma la mia si trovava in uno stanzino (a mo di sgabuzzino) impolverato e buio. Ci sarò andata una o due volte, ma solo perché la professoressa ci voleva far vedere dove questa si trovasse. In terza posizione, la biblioteca della classe: mi ricordo che la mia professoressa ci aveva chiesto di portare un libro da casa e di creare, tutti assieme, una biblioteca con i libri che avremmo portato. Chi voleva leggere un libro compilava una scheda, foderava il libro e, una volta riportato a scuola, lo restituiva con una scheda di analisi. Bella idea, no?
  5. ultima annotazione, i libri regalati. Io penso che il gesto della mia professoressa di francese sia stato veramente caro: senza farsi vedere troppo dagli altri miei compagni, evitando dunque il crearsi di un clima celebrativo che avrebbe, invece, messo in ombra altri alunni, lei carinamente ci ha fatto intendere che avevamo fatto un buon lavoro e per questo ci meritavamo un pensiero da parte sua. Semplicemente un libro. Un caro libro.
So certamente che i libri che leggono i miei nipoti sono libri sia suggeriti dalla professoressa, sia presi in biblioteca, quella comunale. Chissà a scuola ... devo chiederglielo :)

martedì 5 febbraio 2013

L'opera digitale nel cyberspazio (parte quarta)

Prima di prendere in considerazione un altro testo di riferimento, vorrei presentare le ultime osservazioni tratte sempre dal documento che ho letto e citato (qui). 

Vorrei soffermarmi su quanto riportato nel paragrafo "Fare l'impero colpisce ancora" (suggestivo come titolo, no?): 
  • il prodotto, il mercato e il valore. Dovrebbe essere importante attribuire correttamente un valore ai servizi e contenuti digitali. Questo non è direttamente fattibile perché si tratta di un mercato ancora nascente e il valore dei prodotti non può ancora essere ben parametrato. E’ proprio da questo fattore che nasce l’incertezza dell’attribuzione del valore. Bisogna capire se il dubbio si scioglierà con la graduale comprensione delle strutture del mercato oppure se ci sono altri fattori che ne determinano il grado di incertezza;
  • questione di licenze multiterritorio. La Rete permette una distribuzione che può spaziare non solo a livello nazionale, ma anche quello europeo. Gli autori dell’articolo pongono un quesito: se mancano le licenze di copyright multi-territorio come si può pienamente beneficiare di questa possibilità? A questo punto dovrebbero esistere licenze multi-territorio, ovvero (se ho ben compreso) licenze che coprono diverse nazioni … a vantaggio per altro non solo dei titolari delle licenze, ma anche dei fruitori;
  • l'interoperabilità e la trasparenza dei DRM. Ovvero tutto quello che è stato detto nel post 1, post 2 e post 3 legato al tema dell'opera digitale nel cyberspazio. In altre parole, i sistemi DRM non sono perfetti e necessitano di essere rivisti almeno in alcuni punti affinché il fruitore possa non sentirsi ristretto su questioni legate all'utilizzo e all'interoperabilità del contenuto digitale con quella tecnologia;
  • pirateria. Come comportarsi nei confronti della pirateria e degli scambi non autorizzati? Non è una domanda cui fornire una risposta immediata e facile. Probabilmente, come suggeriscono gli autori, sarebbe logico avviare una forma di co-operazione tra chi fornisce il servizio e chi è titolare del diritto in modo tale che si possa creare-fornire un prodotto on line di qualità. E i parametri di qualità sono: il livello contenutistico, il grado di usabilità, il copyright e la sensibilizzazione sull'importanza del diritto d’autore, la lotta contro quelle pratiche non autorizzate e che recano danno.

sabato 2 febbraio 2013

1 febbraio, classifica settimana 20-26 gennaio: eppur le donne scrivono!


Ammetto che le donne stanno comunque tenendo testa nelle classifiche, sia nazionali sia internazionali. Bene, ma cosa scrivono? 

IN ITALIA
Tutto Libri (a cura di Luciano Genta) - dati Nielsen BookScan - presentano la seguente graduatoria:

  1. Gli onori di casa, Giménez Bartlett, Sellerio; 
  2. Il tuttomio, Camilleri, Mondadori; 
  3. Entra nella mia vita, Sanchez, Garzanti;
  4. Diario di una schiappa. Si salvi chi può, Kinney, Il Castoro;
  5. L’ex avvocato, Grisham, Mondadori;
  6. Ti prego lasciati odiare, Premoli, Newton Compton;
  7. L'ultima fuggitiva, Chevalier, Neri Pozza;
  8. Fai bei sogni, Gramellini, Longanesi; 
  9. Cinquanta sfumature di grigio, James, Mondadori;
  10. Cinquanta sfumature di rosso, James, Mondadori;
La grande e sostanziale novità è l'entrata del libro di Clara Sanchez con Entra nella mia vita. Mi piace riportarvi quanto scritto su TuttoLibri perché mi pare, nel suo insieme, un mix di suggerimenti e osservazioni: 

Ricetta semplice: mescolare vite desiderose di buona serenità con gli inganni cattivi di chi pensavi onesto amico e impegnare ogni risorsa per smascherarli, ristabilire un ordine, riconquistare una speranza. «La madre di Verónica e Angel si chiamava Betty ed era ossessionata dall’idea di ritrovare una figlia data per morta alla nascita. E credeva che quella figlia fossi io», spiega Laura, voce narrante che si alterna nel racconto a quella di Verónica. Siamo a pagina 378 e abbiamo appreso poco più di quanto intuito dal risvolto di copertina. Solo dopo la vicenda si fa incalzante. Cucina genuina, preparazione laboriosa, cottura allungata nel brodo. 

NEWS DAL MONDO
A livello americano (Publishersweekly) il testo di Eben Alexander (Proof of Heaven: A Neurosurgeon's Journey Into the Afterlife, Simon & Schuster, $15.99) e quello di Jeff Kinney con Diary of a Wimpy Kid: The third Wheel (Abrams/Amulet, $13.95) rimangono rispettivamente in seconda e terza posizione. Entra, invece, direttamente in prima posizione il libro Private Berlin di James Patterson e Mark Sullivan (Little Brown & Co, $27.99), una storia investigativa ambientata in Germania.

Per l'Inghilterra finalmente riesco a riportarvi la classifica con le prime tre posizioni (Bookseller):
  1. The fast diet. The secret of Intermittent Fasting. Lose Weight, Stay Healthy, Live Longer di Michael Mosley e Mimi Spencer (Short Books Ltd);
  2. The Hairy Dieters: How to Love Food and Lose Weight (Paperback) di Hairy Bikers;
  3. Whatching the Dark di Peter Robinson (Hodder & Stoughton)
O sono investigatori o sono cuochi o si devono mettere a dieta: sono questi gli inglesi?

In Francia, con Livreshbdo, tutto invariato. Anche questa nazione è caduta nella trappola delle sfumature. Pertanto, rimangono le prime due posizioni per le sfumature della James, mentre alla terza posizione emerge Cet instant-là di Douglas Kennedy in cui tra i protagonisti (Thomas e Petra) ci sono i ricordi della vita passata di lei, vissuta nel periodo della seconda guerra mondiale a Berlino.

Infine, l'Internazionale pronome le seguenti selezioni:
  • Bill Clegg, 90 giorni;
  • Elie Wiesel, A cuore aperto;
  • Erri De Luca, La doppia vita dei numeri;
  • John Banville, Il buon informatore;
  • Michael Moorcock, Mervyn Peake, I libri della domenica;
  • Michelangelo Setola, Edo Chieregato, Dormire nel fango (fumetti);
  • Santiago Gamboa, Preghiere notturne.
Oltre a segnalare il libro di Erri De Luca, riporto che il massimo punteggio è stato ottenuto dal testo di Santiago Gamboa con Preghiere notturne. Mi sembra molto interessante. 

Interpretare, sempre e solo interpretare (possibilmente in modo coerente)!

Non è proprio il libro della settimana e, ammetto, nemmeno del mese. Però è stato un libro importante. 

Si tratta di Il cimitero di Praga di Umberto Eco. Mi ricordo che è stato un regalo ricevuto per il Natale del 2011 ... penso che sia stato un regalo da parte di mio fratello oppure dei miei genitori. Non ricordo bene. 

Inizialmente ho fatto un po' di fatica a creare un buon ritmo di lettura, ma col passare delle pagine, la macchina ha preso il suo via. La fatica è comprensibile: non è un romanzo semplice. Questo perché porta con se una serie di valenze che sono importanti, storicamente e semioticamente: l'interpretazione è la chiave di volta del libro. 


Etimologicamente, l'interpretazione è quell'atto che permette di cogliere il senso "tra" i testi o i segni. E chi, se non un cinico falsario, poteva essere il protagonista del romanzo? 

Simone Simonini, però, è anche un misantropo e misogino, educato dal nonno (il padre era un carbone, organizzatore dei moti rivoluzionari del 1948), persona reazionaria e portatrice di un profondo odio verso gli ebrei. 

L'ambientazione è quella del Piemonte torinese (ma anche Parigi e Palermo) e la collocazione temporale è quella del Risorgimento (estremamente interessante e sempre da rivedere e ristudiare per rifletterci sopra). Eco propone una ricostruzione storica eccellente. C'è Ippolito Nievo, spesso dimenticato, ma anche i riferimenti a Dumas e Sue. Ed è proprio grazie a questo collegamento che, a un certo punto della storia, il protagonista decide di mettere per iscritto un documento in cui narra come un gruppo di rabbini, capi delle varie comunità ebraiche d'Europa raccolti nel vecchio cimitero di Praga, decidano come conquistare il mondo e distruggere il cristianesimo

Piano assurdo. Ma il nostro protagonista ha dalla sua parte una serie di testi che lo aiutano a costruire questa finzione. Sebbene ci sia un intoppo in questa sua missione (uno scrittore conosciuto si appropria del romanzo), Simonini continua la sua vita con il preciso obiettivo di portare avanti la causa della congiura ebraica attraverso tutti gli stereotipi antiebraici che pian piano colleziona. E nel farlo diventa omicida e una persona alterata che, avendo subito un evento traumatico, sdoppierà la sua personalità e la sua vita. 

Che fine avrà fatto Simonini? Avrà compreso quanto è stato tragicamente importante questa sua ricerca e ricostruzione nel XX secolo

Vi lascio un video interessante che riassume brevemente la polemica sorta all'uscita di questo libro, ricordando che, come ha detto lo stesso Eco, 

Quello che il mio romanzo cerca di mostrare è che [i romanzi di avventura] sono stati usati proprio per la stessa costruzione dei testi antisemiti, perché la gente (compresi i capi dei servizi segreti) crede solo a quello che ha già sentito affabulare da qualche parte. Per questo, ancora oggi, i dossier segreti sono composti unicamente da ritagli stampa, e quasi sempre di stampa scandalistica, il feuilleton dei giorni nostri



UMBERTO ECO
Il cimitero di Praga
Bompiani
2010
(19,50 euro)



venerdì 1 febbraio 2013

Un incipit umano: l'amore terreno di Petrarca

E' tutta la settimana che mi passano sotto mano le liriche di Petrarca. Perché non riprendere il primo sonetto del Canzoniere (da ricordarsi che il Canzoniere è formato da 366 componimenti, uno al giorno assieme al primo)?

Qui di seguito il sonetto:

Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core
in sul mio primo giovenile errore
quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono,

del vario stile in ch’io piango e ragiono
fra le vane speranze e ‘l van dolore,
ove sia chi per prova intenda amore,
spero trovar pietà, nonché perdono.

Ma ben veggio or sì come al popol tutto
favola fui gran tempo, onde sovente
di me medesmo meco mi vergogno;

e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,
e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente
che quanto piace al mondo è breve sogno.

Seria, senza essere grave nel tono. Matura, se mi è concesso, nel senso profondo.
Questo è il tono che l'autore tiene mentre stra fornendo le sue conclusioni, sagge e colte, sulla sua esperienza amorosa. E' uno sguardo al passato nel presente, al giovenile errore, quando il poeta era un altro uomo.
Durante la vita quanti uomini siamo? Quante donne siamo? Quanti cambiamenti subiamo? Probabilmente, è il cambiamento la nostra unica certezza.
Adoro l'attacco, Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

Il poeta spera di trovare qualcuno, tra chi ha ascoltato le sue rime sparse, scritte in diversi stili e probabilmente, cui chiedere perdono. Perdono e compassione a chi ha letto i suoi testi, insomma a chi ha avuto esperienza di amore. 

Si accorge di essere stato a lungo oggetto di dicerie e questo gli fa crescere un sentimento di vergogna verso se stesso. 

Più precisamente la vergogna è il risultato del suo vaneggiare. Una cosa ha compreso: tutto ciò che riguarda la vita terrena è di breve durata. Questo l'ha compreso chiaramente, col pentimento
Come ho adorato l'attacco, adoro anche il finale, che quanto piace al mondo è breve sogno

Siamo all'inizio del Canzoniere e Petrarca non chiede complicità, ma compassione. Chiede, cristianamente, perdono. Perdono per il dolore provato, per le illusioni di cui si è nutrito. Chiede, in un certo senso, perdono per quanto i suoi lettori andranno a leggere

Non è, però, una semplice richiesta. E' una richiesta espressa in maniera molto raffinata; si prenda in considerazione, infatti, il chiasmo ai vv. 5 e 6: "piango e dolore, ragiono e speranze", ovvero "ho pianto per inutili dolori e ho ragionato attorno a inutili speranze".

Il poeta costruisce sapientemente il contrasto tra presente e passato, introducendo il punto di vista del presente già all'interno del modo in cui il passato viene rievocato

L'io poetico, l'io soggetto è già completamente trasformato ... prima ancora di avere iniziato il suo viaggio.